Allora, non avremo una sesta rappresentante svizzera nei gironi di Champions, concentriamoci quindi sulle cinque che ce l’hanno già fatta. In ordine cronologico la copertina spetta al Grasshoppers. Due le campagne delle cavallette: 1995/96 (discreta) e 1996/1997 (spettacolare).
La campagna 1995/96 comincia maluccio. Nel turno di qualificazione solo un deludente 1 a 1 casalingo contro il Maccabi Tel Aviv, che sembra preludere all’ennesima buona occasione sprecata. Invece al ritorno in Israele una punizione di Comisetti gela il Maccabi in entrata e fissa il risultato finale. Per la prima volta una squadra svizzera raggiunge la fase a gironi, introdotta da un solo anno! Buono il secondo tentativo. L’anno prima invece il Servette era stato schiantato dallo Steaua Bucarest al turno preliminare.
Il gruppo é però davvero tosto: Real Madrid, Ajax (a quei tempi una delle migliori del lotto e proprio campione in carica dopo il titolo del 1995!) e Ferencvaros.
Perlomeno gli zurighesi evitano delle imbarcate colossali e riescono addirittura a strappare due punti: uno zero a zero casalingo contro l’Ajax e un tre a tre esterno a Budapest. L’avventura si chiude qui.
Tutta un’altra storia nel 1996/97: l’anno di esperienza si fa sentire, inoltre il gruppo (che era una signora squadra anche l’anno prima: Zuberbühler in porta, Geiger, Ramon Vega, Mats Gren, Murat Yakin in difesa, Johan Vogel, Marcel Koller, Massimo Lombardo, Gürkan Sermeter in mediana e Kubi Türkylmaz e Nestor Subiat davanti) resta lo stesso (altri tempi allora!) e si rinforza ulteriormente con il bomber rumeno Viorel Moldovan in provenienza dallo Xamax e il centrocampista Antonio Esposito dal Lugano.
Nel turno preliminare fa fuori in scioltezza lo Slavia Praga (attenzione, questa squadra era farcita di nazionali cechi assoluti protagonisti all’Euro 1996, Smicer e Poborsky giusto per fare 2 nomi!) per 5-0 e 1-1!
Il gruppo é di nuovo tosto, ma un po’ più abbordabile con di nuovo Ajax (!!!), Auxerre e Rangers Glasgow.
Il Grasshoppers debutta distruggendo i Rangers a domicilio per 3 a 0. Va poi a vincere ad Amsterdam per 1 a 0 con una punizione da 40 metri dell’attuale CT Murat Yakin, creando una sensazione di cui parla tutta l’Europa. Parliamo, come detto sopra, di un Ajax con Van der Saar, Denny Blind, i fratelli De Boer, Litmanen, Overmars, ecc…
A questo punto la qualificazione ai quarti sembra a portata di mano, tutta la Svizzera comincia ad infiammarsi per questa squadra, che in realtà non era molto amata da nessuno (fuori Zurigo). Arriva uno stop per 1 a 0 sul campo del mitico Auxerre di Guy Roux. Una settimana dopo a Zurigo però il GC si impone per 3 a 1 contro gli stessi francesi, risultato che rilancia alla grande la campagna. Manca un punticino per farcela matematicamente. Purtroppo la legge dell’ Ibrox e un dubbio rigore trasformato da Mc Coist rimandano tutto all’ultima giornata contro l’Ajax. Hardturm pieno in ogni ordine di posto (20’000 ca. gli spettatori) e ambiente da finalissima. Patrick Kluivert gela lo stadio al 32′. Malgrado alcune ottime occasioni, il risultato non cambia più. Passano Ajax e Auxerre. Peccato!
Ancora non lo sappiamo, ma qualche anno dopo il Basilea riuscirà nell’impresa di passare i gironi (unica squadra Svizzera ad avercela fatta fino ad ora). Ma questa é un’altra storia.
Nella foto, la squadra del GC (Special Football Shirts) in quella magica stagione e il vecchio Hardturm .

