Ispirato dal passaggio di Sommer all’Inter, ho deciso di scrivere un’altra rubrica Amarcord, ma stavolta all’incontrario. Cioè, non su degli svizzeri che hanno giocato nell’Inter (basterebbe: “ma anche tu, vai a dormire con la maglietta di Sforza? Eh, quella di Ronaldo era finita”, cit.), ma su degli interisti sbarcati nel campionato svizzero. Due su tutti: Marco Branca e “El segna semper lu” Maurizio Ganz. Marco Branca passò al Lucerna nel 2000, dopo una stagione abbastanza deludente al Middlesbrough, la sua prima esperienza all’estero. Non andò molto meglio al Lucerna, con poche apparizioni e solo tre reti tra campionato e coppa. In quella stagione a Lucerna esplose però Alexander Frei, con 15 centri. Mi piace pensare (lo so, sono un romantico), che un po’ della grandissima carriera di Alex Frei sia dovuta alle dritte di quel vecchio marpione di Branca, che anche se quasi impossibilitato a giocare, lo riempì di consigli durante gli allenamenti. Chi lo sa… Quell’anno l’attacco del Lucerna era veramente stellare, pensate che c’era anche Kuby Türkylmaz, anche lui però già in fase discendente e verso il fine carriera. Certo che con due mentori così non Alex non poteva non diventare la stella che é stato!
Discorso diverso per quel che riguarda Maurizio Ganz: al penultimo anno della sua carriera (2005-2006) passò al Lugano, (AC Lugano) che cercava in ogni modo di risalire nell’elite del calcio svizzero dopo il fallimento del 2003. Purtroppo la società non era ancora organizzata e stava ancora riassorbendo il trauma della fusione con il Malcantone Agno. Malgrado la situazione precaria e le ambizioni subito riviste al ribasso, Maurizio non si smentì firmando 11 reti in campionato e 3 in coppa. Un campione vero, dentro e fuori dal campo, amareggiato però dal contesto che si era immaginato diverso. Il Lugano dovrà aspettare ancora 10 anni prima di ritrovare la Super League!!! Decisamente fuori tempo l’arrivo di Ganz nella società bianconera. Pare tra l’altro che l’ingaggio si fece in una notte al Bilionaire di Porto Cervo, dove Ganz si trovava in vacanza allo stesso momento di alcuni dirigenti del Lugano. Questo per illustrare il livello di organizzazione della società nel 2005! Quando un giocatore a fine carriera, come lui lo era, risulta comunque il migliore della squadra e ne é il grande trascinatore, non si può che togliersi il cappello, e si capisce perché ha fatto la carriera che ha fatto!


