Ebbene sì, avete letto bene. Persino un glorioso club come il SERVETTE é passato attraverso non uno, bensì DUE FALLIMENTI!
Ma andiamo con ordine. Nel 2003 viene inaugurato il bellissimo STADE DE GENÈVE. È il secondo grande impianto costruito in SVIZZERA dopo il ST.JAKOBSPARK di BASILEA. La via per un ritorno al successo dei ginevrini sembra tracciata. Ma, in verità, già da anni il SERVETTE lotta con delle finanze precarie, e viene tenuto a galla da CANAL+. Quando il canale francese si ritira dall’operazione, resta una bella voragine da colmare. Il SERVETTE é in vendita, e si presenta un solo interessato: MARC ROGER.
MARC ROGER é un agente di giocatori francese, che, come tutti i faccendieri prestati al calcio, promette MARI e MONTI al suo arrivo. Probabilmente non lo fa neppure con cattive intenzioni. È convinto di poter portare qualche innesto importante e vincere a mani basse in SVIZZERA. È un errore che molti investitori stranieri fanno arrivando in SVIZZERA. In realtà, vincere é SEMPRE difficile. In effetti arrivano anche dei grandi nomi, su tutti il CAMPIONE DEL MONDO CHRISTIAN KAREMBEU, ma anche VIOREL MOLDOVAN, JOAO PAOLO, JORGE VALDIVIA o ERIC HASSLI. La squadra però non si amalgama, e sportivamente é una delusione. Non parliamo poi della situazione finanziaria, che non fa che peggiorare. Nel 2005, la mazzata. DEPOSITO DEI BILANCI e FALLIMENTO! Un vero schock per una città come GINEVRA, in cui persino gli stuzzicadenti sembrano lastricati d’oro!
La realtà però dice PRIMA LEGA CLASSIC. Il SERVETTE é davvero un numero troppo grosso per quella categoria, e vince il CAMPIONATO a mani basse, tornando subito in CHALLENGE LEAGUE. In quella squadra ricordiamo l’esplosione del talentino JULIAN ESTEBAN, ma anche i VETERANI rimasti fedeli al CLUB come PIZZINAT, LONDONO, BAREA e BRATIC.
La nuova proprietà non ha però i mezzi per tornare davvero nel calcio che conta, e così il SERVETTE é obbligato a vivacchiare in CHALLENGE LEAGUE. Ma la storia sembra non aver insegnato nulla ai granata. Nel 2008/09 la società passa nelle mani del PETROLIERE IRANIANO MAJID PISHYAR. Il personaggio é poco trasparente. Però perlomeno il SERVETTE cresce secondo i piani, e nel 2011 avviene il tanto agognato ritorno in SUPER LEAGUE! Il SERVETTE si impone nello spareggio contro il BELLINZONA (che era in SUPER LEAGUE). 30’000 spettatori festeggiano freneticamente la squadra, PISHYAR si autoincensa con un indimenticabile ed indimenticata GIGANTOGRAFIA (YES, WE DID!I)!
Tanto EGO, ma poca sostanza. Tant’é vero che già durante la sua prima stagione di SUPER, nel marzo del 2012, arriva il SECONDO DEPOSITO DI BILANCIO. È il secondo fallimento di PISHYAR dopo quello all’ADMIRA WACKER di qualche anno prima. Il SERVETTE però non fallisce, salvato in CORNER dal magnate CANADESE HUGH QUENNEC, patron della squadra di HOCKEY SU GHIACCIO cittadina. Il CALCIO però non é l’ HOCKEY, i capitali da mettere sul tavolo sono altri. Il SERVETTE retrocede mestamente (un’altra volta) in CHALLENGE LEAGUE.
Si pensa ad un ritorno immediato nella massima serie, ma la cose non vanno affatto così. Sportivamente, nel 2014/2015, si assiste perlomeno ad un’appassionante testa a testa per la lotta alla PROMOZIONE contro il FC LUGANO. La spuntano i BIANCONERI, anche perché il SERVETTE incappa in grosse difficoltà finanziarie, e comincia a non poter più pagare gli stipendi.
A fine stagione, il SECONDO FALLIMENTO societario é una triste realtà. Invece dell’agognata PROMOZIONE, arriva la RETROCESSIONE a tavolino in PROMOTION LEAGUE.
Per fortuna, da lì via le cose tornano al loro posto. Nemmeno 10 anni dopo, il SERVETTE é tornato ai posti che gli competono, ovvero ai vertici del CALCIO SVIZZERO.
La base é solidissima. Finalmente (e non si capisce perché non sia successo prima), la squadra é gestita da una delle grandi potenze finanziarie della città: la ROLEX. E fino a quando nel mondo si continueranno a vendere orologi di lusso (e parrebbe che il mercato sia florido come non mai), il SERVETTE non dovrà più preoccuparsi dei soldi!
LUNGA VITA DUNQUE AI GRENATS, che stanno facendo davvero onore al motto calvinista della città di GINEVRA: POST TENEBRAS, LUX!
