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INTERVISTA CON LO SCOUT FRANCESCO FEDERICO PAGANI, PRIMA PARTE:

Francesco é uno scout professionista e segue, tra gli altri, i campionati svizzeri di SUPER, CHALLENGE e PROMOTION LEAGUE. Sono dunque dei tornei che conosce da vicino. Andiamo a conoscerlo e a sentire in cosa consiste il suo affascinante lavoro, che magari é un sogno per molti di voi!

Ciao Francesco, innanzitutto grazie per il tempo e lo spazio che ci dedichi. Cominciamo con una domanda a bruciapelo: come si diventa scout professionisti come te?

Ciao a voi e grazie per l’invito.

Non voglio essere banale ma la cosa fondamentale per diventare scout è la passione, forse anche un pizzico di follia e di ossessione. Il calcio piace a quasi tutti, guardare la partita è un rito quasi mistico dei nostri tempi, ma è molto diverso guardare una partita della propria squadra del cuore tra amici piuttosto che osservare professionalmente una valanga di match ogni settimana.

Quello dello scout è un vero e proprio lavoro e come tale va preso: senza una passione profonda credo che sarebbe impossibile portare avanti un mestiere di questo tipo, che trovo essere più stancante di molti altri mestieri che ho affrontato nella mia vita.

Tornando a bomba alla tua domanda, in Italia il percorso è lineare: due volte l’anno la FIGC pubblica un bando di concorso per il relativo corso, che è l’unico riconosciuto a livello Federale per la pratica di questo mestiere in un contesto professionistico.

Ovviamente questo è il modo “burocratico” in cui si diventa scout.

Per il resto, credo che scout non si diventi, ma ci si nasca. Serve, oltre alla passione ed all’ossessione di cui sopra, una fervida curiosità, tanto studio, una voglia di imparare che non abbia confini.

Se parlando mi racconti che c’è un 2009 disperso in qualche valle che ha un talento fuori dal comune, a me si accende una voglia smisurata di andare a vederlo.

Ecco, se non hai questo “fuoco” dentro, probabilmente hai passione per il calcio sì, ma non sei troppo tagliato per il ruolo di scout!

In cosa consiste esattamente questo lavoro?

Banalmente: guardare partite, stilare report, segnalare giocatori. Quello dello scout è un lavoro un po’ “oscuro”.

Ti faccio un esempio: se domani andassi a lavorare per il Lugano (dico Lugano per parlare del club di Super League che sta più vicino a casa mia!) tu potresti guardare al mercato del club e, da lì, “giudicare” il mio lavoro.

Ma sarebbe un ragionamento sbagliato.

Scouting e recruiting, come provo sempre a spiegare, sono due meccanismi diversi. A me non spetta decidere chi provare ad acquistare, quanto scandagliare “il mercato” o “i mercati” e segnalare a chi di competenza quali possano essere i giocatori più interessanti che lì sono presenti.

Il mio club, però, potrebbe anche decidere di muoversi su altri giocatori, per N ragioni.

Insomma, noi lavoriamo “dietro le quinte”. Non è dal mercato svolto di un club che si può capire la bontà del lavoro di scouting fatto, perché non sempre le due cose collimano.

Quante partite devi guardare (dal vivo, dai supporti virtuali)?

Attualmente il mio impiego è “part time”. Indicativamente guardo 40/50 partite al mese. Dovrei fare un conteggio più nello specifico, ma quest’anno credo di guardare all’incirca il 60% di queste gare a video ed il 40% in live.

Questo comunque può variare a seconda dei casi. Fino all’anno scorso, ad esempio, ero il responsabile dello scouting di Varesina, club di Serie D (quarta serie) italiana e lì guardavo il 99% delle gare in live, mediamente tra le 4 e le 6 ogni week-end più le eventuali attività che potevano essere espletate infrasettimanalmente.

Altresì possono esserci società professionistiche che, per questioni di budget ristretto, puntino il grosso del lavoro di scouting sul video, evitandosi così le spese per i trasferimenti che andare a guardare le partite live comporta.

Non c’è, insomma, una regola specifica. Dipende tutto dall’organizzazione e dalle possibilità che ha il club per cui ti trovi ad operare in un dato momento.

Cosa osservi? Cosa ti annoti in particolare?

Questa credo sia – comprensibilmente! – la domanda che viene posta di più in assoluto ad uno scout!

Come rispondo sempre, non c’è qualcosa in particolare che “cerco”, a meno che ovviamente dall’alto non mi arrivino input in questo senso (età, caratteristiche, ecc.).

Diciamo che lascio più che altro che siano i giocatori e le loro qualità a colpirmi. Ci può essere il giocatore che ha un’attitudine particolarmente spiccata e positiva, piuttosto che il giocoliere che mi può incantare con i suoi numeri da funambolo. Il difensore centrale roccioso che in marcatura “annienta” qualsiasi avversario come invece quello abile nelle letture o in impostazione.

Insomma, trovo che – a meno di necessità particolari! – sia sempre meglio approcciarsi ad ogni gara con “neutralità”, così che siano i giocatori a “raccontarsi”.

Un giocatore “forte” è “forte”. Poi potrebbe non fare al caso del tuo club per N motivi (tattici, ambientali, di priorità, ecc.). Ma nel momento in cui cogli delle qualità spiccate, trovo sia giusto annotartele e segnalarle!

Segui un giocatore specifico che ti hanno già segnalato, per visualizzarne i dettagli, oppure cerchi di guardare tutti e 22 gli attori in campo proponendo tu delle segnalazioni?

Possono capitare entrambe le cose, ma anche quando ci si concentra su un calciatore in particolare trovo sia sempre bene non perdere di vista il resto del contesto.

Credo che a qualsiasi scout del mondo sia capitato di guardare partite con l’obiettivo di osservare un calciatore in particolare, ma poi rimanere più colpito ancora da un suo compagno, o avversario.

In generale, comunque, potremmo dire che ci possono essere due tipi di approcci, entrambi utili a seconda delle situazioni. Da una parte la visione più “generale”, magari di “mappatura” di una squadra/campionato. Dall’altra la visione, come detto, di squadre selezionate perché ci può essere un “calciatore-obiettivo” precedentemente individuato.

Sono due facce della stessa medaglia, quella del magnifico lavoro di scout!

Come scegli le partite da visionare?

Anche qui dipende, spesso mi vengono assegnate dai miei superiori mentre in alcuni casi mi muovo di mia sponte, ovviamente sempre relazionando a loro per come decido di muovermi.

Ci possono essere interi campionati che mi vengono assegnati e quindi che mi metto a “monitorare”, così come partite singole che mi vengono fatte guardare, oppure segnalazioni che mi arrivano all’orecchio e che mi portano a muovermi di conseguenza.

Domani (rispetto a quando scrivo) ad esempio andrò a vedere una partita di provinciali under 14, perché un mio ex collaboratore mi ha segnalato un ragazzo che gioca a quel livello. Il dislivello coi campionati professionistici è molto, ma del resto nulla vieta che non si possano trovare giocatori meritevoli anche in quei contesti.

Ecco, qui ne approfitto per sfatare un falso mito che al di qua delle Alpi “tira” tantissimo: il fatto che un normale appassionato non veda scout presenziare a partite di settore giovanile è semplicemente normale.

Non è che siamo delle caricature, non andiamo in giro con un cartello appeso al collo con scritto “osservatore” o con il binocolo a tracolla come fossimo meme viventi.

“Voi” potete non vederci/notarci, “noi” però ci siamo comunque!

Generalmente uno scout come viene pagato? Con stipendi fissi o anche con delle provigioni in caso di affari conclusi positivamente?

Se parliamo di scout per club, credo che nel più dei casi lo stipendio sia “fisso”. Poi inevitabilmente ci potranno essere casi particolari in cui i contratti possano prevedere altro, ma credo possano essere una minoranza rispetto alla totalità.

Detto questo vorrei chiarire che, anche qui parlando in generale, lo scout non è un mestiere che ti “rende ricco”. Nel mondo del calcio girano tantissimi soldi, sì. Ma questi generalmente non finiscono nelle tasche degli osservatori.

Un motivo in più per cui dico che serve tanta passione per fare questo mestiere: non ti svolta la vita a livello economico. Senza passione diventa semplicemente un lavoro come un altro, che può essere d’ufficio se si guardano partite a video o un po’ tipo da “rappresentante” se si girano gli stadi per guardare partite live e si sta poco a casa.

Se volete “diventare ricchi” lavorando nel calcio, insomma, vi consiglio di formarvi per ricoprire altri ruoli!

Grazie mille Francesco per questa interessante chiacchierata! Non perdetevi la seconda parte della discussione con vista sui campionati svizzeri di Super, Challenge e Promotion League!