A cura di Luca Mariotti Nesurini
Per chi ci segue non sarà certo la prima volta che lo sente nominare. CHEVEYO TSAWA è stato inserito da noi fra i più brillanti talenti futuri del nostro calcio. Di ruolo centrocampista, classe 2006, 18 anni appena compiuti, quest’anno – anche causa infortuni – ha faticato e non poco a ritagliarsi uno spazio fra le maglie biancoblu dello ZURIGO. Ma infine le qualità sono emerse e soprattutto nell’ultima parte dell’anno ha potuto trovare il campo con una certa regolarità.
Ma oggi non siamo qui a parlarvi delle sue performance, bensì della sua particolare storia. CHEVEYO è infatti un calciatore svizzero di terza generazione, con chiare origini TIBETANE. Il nonno PEMA viveva in un villaggio a 4’200 slm, quando sotto la pressione cinese fu costretto a emigrare. Siamo negli anni sessanta: dopo un lungo vagabondaggio, ancora bambino PEMA si stabilisce nel centro rifugiati PESTALOZZI a TROGEN (APPENZELLO ESTERNO). Lui ancora non lo sa, ma presto darà vita a due generazioni di assi del calcio.
Nel 1976 arriva infatti DORJEE, discreto giocatore, che cresce calcisticamente nel SAN GALLO e fa la trafila nelle giovanili svizzere. La crescita però non è dirompente e così nemmeno l’incontro a TROGEN con il DALAI LAMA riesce a proiettarlo nel calcio che più conta. Una vita a girovagare fra compagini di SUPER e CHALLENGE LEAGUE: SAN GALLO, ZURIGO, BRÜHL, BELLINZONA, XAMAX, SCIAFFUSA, per concludere ancora tra SAN GALLO e ZURIGO con una carriera dietro le quinte da allenatore. Una carriera che peraltro non gli permise di ricevere una chiamata della NATI. DORJEE alla fine indossò i colori del TIBET in occasione della FIFI WILD CUP (per inciso una sorta di mondiale per nazionali non riconosciute dalla FIFA) nel 2006.
Ma è la terza generazione TSAWA a destare il maggiore interesse. Come detto CHEVEYO ha tutte le carte in regola per sfondare nel grande calcio. Una delle due sorelle minori è anch’essa un’eccellente calciatrice, mentre il più piccolo dei quattro si sta ancora facendo le ossa nell’academy del BRÜHL. Nonostante nonno PEMA ci abbia lasciato qualche anno fa, siamo sicuri che tutti, sotto l’attenta guida del padre, riusciranno chi più e chi meno a distinguersi, lasciando nella storia del nostro calcio una memoria indelebile di integrazione.
Per approfondire vedi anche https://www.blick.ch/…/uebrigens-die-sonntagsblick…



