Dici MONTECARLO, e tutti pensano al GRAN PREMIO DI FORMULA 1, al CASINÒ, ai PRINCIPI, forse anche al FESTIVAL DEL CIRCO, o all’ ACQUARIO. Oppure ai RICCHI, agli YACHT, al fatto che non si pagano quasi TASSE…C’è altro? Ma sì: il giardino BOTANICO, il MUSEO DELL’AUTO, il sorteggio della CHAMPIONS LEAGUE, il MEETING di ATLETICA, l’ATP di TENNIS.
Ma quanta roba c’è in un territorio di 200 ettari con 37’000 abitanti? Tanta…Tantissima…Tanto da dimenticarsi, a volte, che MONTERCARLO ospita anche una SQUADRA DI CALCIO capace di arrivare a disputare DUE SEMIFINALI e UNA FINALE di CHAMPIONS LEAGUE a cavallo degli anni ’90 e ‘2000. E che anche oggi sembra l’unica a poter rivaleggiare con il PSG.
E pensate un po’: Nel MONACO c’è un terzetto di SVIZZERI che, alla pari del trio tortello in quel di BOLOGNA, sta facendo le fortune della squadra del principato. Non tutti nello stesso modo però!
Partiamo da capitan ZAKARIA, uno che la classe del leader ce l’ha nel sangue e, complice scelte sbagliate o qualche infortunio di troppo, oggi avremmo anche potuto vedere su altri palcoscenici. Non è comunque nemmeno da disdegnare il ruolo del club nella LIGUE 1 e nella CHAMPIONS. In cui ZAKARIA, lo ribadiamo, si erge ad assoluto protagonista, perlomeno quando non è ai box.
Discorso molto simile in tutto e per tutto con Breel EMBOLO: destinato ad una grande carriera, ma troppo spesso rotto o messo ai margini, per un’incomprensibile sterilità offensiva. Il più grande problema di EMBOLO infatti è il non centrare (quasi) mai la porta. Ormai lo conosciamo, e lo conoscono bene anche al MONACO: quest’anno – in cui ha giocato praticamente tutte le partite – ha dimostrato di far reparto da solo, là davanti. Ciò però non basta: quando finalmente riuscirà a trovare la via del goal, diventerà prezioso anche per club di altra caratura. Ma, ahimè, forse sarà troppo tardi. Guardate le statistiche in cartolina…Non si riesce a distinguere quelle di BREEL da quelle di DENIS. O voi ci riuscite?
In fine c’è lui: Philipp KOEHN. L ’unico portiere attualmente e potenzialmente capace di prendere le redini in porta di sua Maestà Yann SOMMER. Eppure, eppure… anche quest’anno sta vivendo una stagione fotocopia della scorsa. Arrivato in estate, e dopo una partenza fulminea, si è ritrovato nella parte centrale dell’anno a guardare i match dalla panchina, senza peraltro grandi sbavature o demeriti. Idem quest’anno: dopo un avvio al fulmicotone, da qualche mese lo ritroviamo comodo comodo a bordocampo. È ancora relativamente giovane. E conoscendo le sue grandi doti tra i pali, per lui e per la nazionale, ci auguriamo che presto cambi aria…
