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MARIO FRICK: UN’ALTRA STORIA TRISTE, MA A LIETO FINE

Quasi in contemporanea con la notizia del processo che toccherà al reo confesso DENOON, la SVIZZERA CALCISTICA si ritrova a confrontarsi con un’altra storia triste (ma, per fortuna, a lieto fine).

In una toccante intervista su BLUE TV, l’amatissimo attuale allenatore del LUCERNA MARIO FRICK ha infatti raccontato per la prima volta una vicenda personale che gli ha causato tantissima sofferenza.

Tra il 1996 e il 1999 era un giocatore del BASILEA. Attenzione però, non parliamo derl BASILEA di oggi, ma di una squadra che militava anche in SERIE B e faceva fatica a salvarsi o a trovare i soldi per andare avanti. Ma era IL GIOCATORE più amato e idolotrato dalla PIAZZA! 80 presenze e 30 RETI per quello che già allora era un BOMBER DI RAZZA.

Quello che però nessuno immaginava o poteva sapere, era che il ventitreenne (già padre di famiglia), era completamente posseduto dalle SCOMMESSE SPORTIVE.

Talmente posseduto, da essere pieno di debiti e finanziariamente in rovina.

Oltre che depresso e disperato.

E così, tra la sorpresa generale, ci fu il suo passaggio agli odiati rivali dello ZURIGO nel 1999. Ma perchè? Fu la domanda che si fecero tutti. Ebbene, oggi, a 26 anni di distanza, abbiamo finalmente la risposta.

MARIO FRICK aveva bisogno di quel contratto, molto più remunerato, per provare a sopravvivere. Ma anche, o soprattutto, doveva andarsene da BASILEA e provare a cambiare vita. Odiato da allora sulle rive del RENO, mai accettato su quelle della LIMMAT, dove niente funzionò come doveva, si ritrovò così costretto a fuggire addirittura nella C1 ITALIANA.

Come è andata poi, tra AREZZO, HELLAS VERONA, TERNANA e SIENA lo sappiamo tutti. RETI su RETI, APPLAUSI su APPLAUSI, sino a farne il più grande GIOCATORE che il LIECHTENSTEIN abbia mai avuto, oltre che un amatissimo beniamino di molte CURVE!

Una vera FAVOLA A LIETO FINE!

Ma comunque una storia che ci mostra quanto il confine tra FALLIMENTO e SUCCESSO sia molto, molto sottile.

E che ci ricorda che, anche se troppo spesso lo si dimentica, i giocatori sono persone che fuori dal campo hanno i loro problemi, le loro paure, i loro drammi da portare avanti.

Ciò vale soprattutto per i calciatori più giovani.

E anche MARIO FRICK, nella sua grandezza, l’ha sottolineato. Ha detto di aver imparato moltissimo da questa storia, e che per questo, come ALLENATORE presta orecchio a tutto quello che i ragazzi gli vogliono raccontare. Oltre che stargli vicino nelle situazioni personali difficili e che destano preoccupazione.

Siamo certi che MARIO diventerà un BIG DELLA PANCHINA. Sta facendo un ottimo lavoro a LUCERNA, ma gli manca quel piccolo EXPLOIT per potergli permettere il prossimo STEP. Per noi, però, deve essere lui, ad esempio, il prossimo tecnico del BASILEA!

Magari il fatto che le due storie siano uscite praticamente in parallelo ci può anche servire ad avere un minimo di comprensione in più per il caso DENOON.

In fondo “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, o no?