A cura di Luca Mariotti Nesurini
Al di là dell’aspetto puramente sportivo e del risultato, il MONDIALE è un momento magico. Sarà per l’aria d’estate, sarà per la carrellata infinita di partite – che per chi come me ama il calcio è una manna dal cielo – durante tutto il torneo si vive in una festa totale. L’album delle figurine, i dibattiti pre o post gara infiniti, i colori, le divise, il tifo per la squadra che ami e le gufate verso i rivali… I MONDIALI sono per questo una competizione unica, che un po’ come il NATALE, ci fa sentire più buoni e amici…
In questo clima di allegria si inserisce la NORVEGIA, vera e propria corazzata, che ha saputo vivere, condividere e contagiare tutti i tifosi con le emozioni vissute sul campo e negli spogliatoi. La NORVEGIA è una squadra fresca, che gioca con serenità e un pizzico di sana follia. Un undici di ottimo livello, a cui si aggiunge uno degli ultimi veri BOMBER rimasto in circolazione: ERLING HAALAND. Un goleador di razza, che fosse stato SPAGNOLO o FRANCESE, avrebbe già vinto almeno DUE PALLONI D’ORO. Un ragazzone che incarna lo spirito della squadra: testa bassa, correre e lottare, con un’umiltà disarmante… E con lui, per chi non lo sapesse, ci sono i vari BOBB, NUSA, SORLOTH, ODEGAARD, SCHJELDERUP – solo per citarne alcuni – top player in grado di assistere il terminale offensivo. Un team completo, con il forse unico punto interrogativo SOLBAKKEN, ancora non in grado di fare l’unanimità…
A questo punto, forse, l’eliminazione dell’ITALIA non pare più così tanto inqualificabile… Dopo il quartetto di testa infatti noi inseriamo proprio gli SCANDINAVI, qualcosa in più di un semplice OUTSIDER…
Nel 2006 il “po popopo popo po” italiano dei WHITE STRIPES, nel 2010 le VUVUZELA, e su su fino a oggi, dove l’immagine di questi MONDIALI non sarà SHAKIRA, non sarà TRUMP, ma il popolo norvegese che REMA al ritmo dei suoi calciatori
