Allora, iniziamo… ci sono molte pagine “di genere”, ma quasi tutte seguono una Nazione e non una sola regione. Come ti è venuta questa idea, e perché l’ Abruzzo?
Io sono di origine abruzzese e greca, e molto appassionato di calcio. Ho sempre vissuto in Abruzzo, e per 22 anni ho seguito la mia squadra del cuore (che non vi rileverò per Par Condicio) sia in casa, che in trasferta. Essendomi appassionato alla pagine di genere (“Il calcio ellenico”, “il calcio Nordico”, ecc.), mi sono reso conto che in effetti erano quasi tutte dedicate ai Paesi, con qualche eccezione (Calabria, Sicilia, Campania e qualcosina sulla Lombardia) Visto il mio grande amore per il pallone (anche regionale) e per la mia terra, ed essendomi al contempo accorto che molti tifosi si stanno un po’ stufando del grande calcio business, tornando alle origini più “paesane”, è stato un tutt’uno il partire con questa iniziativa. Ho iniziato senza grandi aspettative, ma piano piano i vari clubs, tifosi, presidenti e persino i giornalisti locali hanno cominciato a contattarmi per passarmi del materiale ed invitarmi alle partite. Per natura mi piace stare in mezzo alla gente ed ascoltare cosa ha da raccontare, per poi assorbire il tutto e riproporlo in forma scritta . Ecco, il “Calcio Abruzzese” è tutto questo: emozioni calcistiche, storie condivise e orgoglio regionale!
Raccontaci allora un po’ di questo tuo grande amore, il calcio abruzzese:
Allora, iniziamo con la “piramide calcistica”. La squadra più conosciuta e gloriosa è (senza voler nulla togliere alle altre) il PESCARA, che milita attualmente in SERIE B. Poi in Serie C troviamo il PINETO, una realtà emergente, ma molto interessante. Fino alla SERIE C, in ITALIA, parliamo di calcio professionistico. Poi, dalla SERIE D, si passa al semidilentattismo. Si tratta però pur sempre di CALCIO NAZIONALE. Il calcio regionale prettamente abruzzese comincia solo due categorie più in basso, cioè in ECCELLENZA. Ma andiamo con ordine. In SERIE D abbiamo altre realtà molto interessanti. Ad esempio il NOTARESCO ricorda molto il PINETO. Finanziariamente solido, con tanti giovani interessanti tra le proprie fila, ma agli onori della cronaca soltanto nelle ultime stagioni. Tutt’altro discorso per quanto riguarda le storiche realtà di TERAMO e GIULIANOVA (che danno vita ad un accesissimo DERBY secondo solo al leggendario PESCARA-CHIETI), o lo stesso CHIETI. Sul CHIETI mi voglio un po’ soffermare perché era stato acquistato da una proprietà svizzera che aveva un progetto davvero ambizioso. Pensate che hanno eliminato tutti gli sponsor storici e locali, perché dicevano di non averne bisogno, ed hanno anche cominciato ad offrire dei concerti pre-partita di cantanti anche molto conosciuti (ad esempio Albano). Purtroppo il tutto si è rivelato una bolla, e l’avventura è già finita male. E non è stata nemmeno la prima volta che finisce male. La piazza di CHIETI sembra davvero un po’ stregata. Scendendo in ECCELLENZA, che è l’ultima categoria NAZIONALE, troviamo un’altra realtà storica come il LANCIANO (squadra che è già stata anche in SERIE B). Si tratta di una realtà molto seguita (che in casa fa ancora 3 o 4mila spettatori), e che piano piano certamente risalirà la china. Come detto, dalla PROMOZIONE via, il calcio diventa completamente regionale. Qui troviamo altre nobili decadute come AVEZZANO, ROSETANA e FRANCAVILLA AL MARE (addirittura una volta a SAN SIRO per una partita di COPPA ITALIA, quando militava ancora in SERIE C). Dopo la PROMOZIONE, ci sono ancora PRIMA, SECONDA e TERZA CATEGORIA. La PRIMA e la SECONDA CATEGORIA sono suddivise entrambe in quattro gironi corrispondenti alle PROVINCE (PESCARA, CHIETI, L’AQUILA e TERAMO). Tutti i gironi sono molto combattuti. E anche in queste categorie troviamo gruppi di tifosi molto attivi, come ad esempio la “FOSSA DEI CINGHIALI” del Citterio San Valentino. La particolarità di questo gruppo è di dare spazio a giovani, anziani, ragazze, bambini, insomma un po’ tutto il paese, che fa 1900 anime! La TERZA CATEGORIA poi è ancora più ramificata, in quanto si compone di ben 7 GIRONI. Pensate che nella provincia di TERAMO c’è addirittura un DERBY STRACITTADINO tra TORTORETO CALCIO e ATHLETIC TORTORETO (entrambe PRIME in classifica!). Nel girone pescarese invece c’è la squadra di VERRATTI (la MV6 Academy di Manopello). In quello chietino invece addirittura il CASTEL DI SANGRO (che tutti ricorderanno persino in SERIE B e presieduto dal cavalier BELARDELLI, altra pista che porta in TICINO, ndr.). Insomma, da tutte queste storie capirete che c’è tanta, tanta passione, e tanto, tanto calcio da scoprire in Abruzzo.
Beh sì, è davvero tantissimo per una regione che tutto sommato con 1,5 milioni di abitanti non è tra le più grandi d’Italia. Per magari far inquadrare meglio il movimento ai nostri followers, che magari non masticano tutte queste categorie, potresti quantificare un pochino il seguito che creano tutte queste realtà?
Allora, in SERIE B il PESCARA fa circa 8’000 spettatori di media. Anche in SERIE C una squadra come il PESCARA arriva facilmente a 3’000 o 4’000 spettatori. Altro discorso quello di realtà emergenti come il PINETO, che seppur in SERIE C, si deve accontentare di 600 o 700 spettatori, per via dell’impianto con dimensioni davvero ridotte. Infatti ci sono altre squadre più “storiche” in SERIE D (TERAMO, L’AQUILA e GIULIANOVA) che hanno circa 1’500 spettori. Una grande piazza è quella di CHIETI, che in momenti di entusiasmo può portare anche 3 o 4’000 spettatori in una realtà come la SERIE D. Purtroppo attualmente, vista la crisi descritta sopra, parliamo solo di 1300/1400. Anche il LANCIANO in ECCELLENZA è una piazza in grado di mobilitare fino a 4’000 spettatori. Ma in ECCELLENZA si trovano anche paeselli che ne portano soltanto 100. Le differenze sono enormi in quelle categorie. Se passiamo in PROMOZIONE non si arriva nemmeno a 1’000 spettatori. Nemmeno un testa a testa appassionante come quello tra AVEZZANO e ROSETO riesce a mobilitare. Forse anche perché a ROSETO la città si appassiona di più al BASKET che non al CALCIO. Per il resto siamo sulle poche centinaia di spettatori. Ma parliamo di paesi di 2’000 o 3’000 abitanti. Già il fatto che possano portare 300 o 400 spettatori è un risultato tutto sommato onorevole. Non vi nascondo che ci sono però anche partite con 20 o 50 spettatori…
Passiamo adesso ad un tema che collega ABRUZZO e CALCIO SVIZZERO. ANGELO RENZETTI! Il notissimo ex presidente del FC LUGANO, infatti, prima di sbarcare in TICINO, era stato alla presidenza del PESCARA CALCIO. Al momento del suo passaggio a LUGANO, si era sentito un po’ di tutto, tanto da far seriamente preoccupare i tifosi bianconeri : che fosse scappato da PESCARA di notte con una valigia piena di soldi, che avesse portato il club alla rovina, ma anche, al contrario, che avesse salvato la società. Aiutaci a fare un po’ di luce sul passato pescarese di Renzetti:
Allora, iniziamo dalle basi, per così dire. La tifoseria pescarese è davvero molto calda, ma anche molto esigente. Quindi non esiste presidente che, malgrado abbia magari anche fatto un eccellente lavoro, non venga ugualmente subissato di critiche. Parliamo ad esempio di SCIBILIA, un presidente che ha fatto vivere il grande calcio e la SERIE A a tutta Pescara. Neppure lui è stato esente da violente contestazioni. Figuriamoci che possibilità aveva dunque Angelo Renzetti per farsi amare dalla piazza, considerato che è arrivato in un momento molto difficile per la società ed è rimasto davvero poco tempo (2006-2007, ndr.). Diciamo che Renzetti è arrivato un po’ nel mistero, e così è anche ripartito. Praticamente scomparso nel nulla, a dire la verità. Le voci girarono anche qui a PESCARA. Chi disse che avesse venduto la società, chi disse che avesse venduto solo le suo quote, chi disse che era appunto scappato in una notte con tanto di malloppo, e chi disse che l’avevano rapito gli UFO e portato in Svizzera. Ovviamente ognuno si fece la sua telenovela su questa storia. Cosa successe davvero, nessuno lo sa. Ad oggi, non vi è alcuna versione ufficiale. Vi dirò allora la mia opinione personale, che può essere giusta o sbagliata. Renzetti pensava forse di poter fare business nel calcio italiano, ma deve aver ben presto capito che non era affatto possibile in una piazza come quella pescarese. Nessuno ha mai fatto soldi a PESCARA, i soldi li hanno sempre e solo persi. Probabilmente per interessi finanziari, ma anche per passione (visto che poi ha fatto un egregio lavoro a LUGANO, per più di un decennio) ha quindi virato su un cavallo considerato, a ragione, più vincente. Un grande merito gli va comunque certamente riconosciuto. In una piazza chiaccheratissima come quella pescarese, sparire così, senza lasciare alcuna traccia, è un numero di magia d’alta scuola, degno di Houdini!
Come giustamente dici tu, ANGELO RENZETTI a LUGANO ha scritto una pagina importante della storia di questo club. Una storia imbottita di colpi di genio, tra cui il passaggio di ZDENEK ZEMAN sulla panchina bianconera, appena ottenuta la promozione in SUPER LEAGUE nel 2015. ZEMAN che è un personaggio iconico a PESCARA, esatto?
Beh, ZEMAN arrivò a PESCARA nel 2011, per quella che fu una delle migliori stagioni di sempre del CLUB! Promozione in SERIE A con tanto di RECORD di punti, lancio di giocatori spettacolari come VERRATTI, INSIGNE, IMMOBILE, PERIN. VERRATTI c’era già prima che arrivasse lui, mentre gli altri li andò a scegliere e li valorizzò alla grande con il suo stile e il suo sistema di gioco. Il problema fu che, al termine di quella stupenda promozione, il gioiellino venne smantellato per fare cassa, e, allo stesso tempo, arrivò la chiamata del suo grande amore, ovvero la ROMA. Si è trattato dunque di un sogno durato una sola stagione. Bisogna però dire che il Boemo è riuscito ad entrare nel cuore della gente che, infatti, l’ha perdonato subito per questa partenza improvvisa. Ed è raro che questa piazza così polemica ed esigente non porti rancore. ZEMAN promise che sarebbe tornato a PESCARA. Promessa mantenuta per ben DUE VOLTE! E, ogni volta, si è sprigionata un po’ di magia. Soprattuto nella stagione 2023/24 in SERIE C, con la promessa di riportare la squadra in SERIE B. In effetti riuscì a portare la squadre nei PLAY-OFF e alla SEMIFINALE con il FOGGIA (sua grande ex, e città con cui esiste un’enorme rivalità). Stadio pieno, ambiente indimenticabile. Partita folle che tra rimonte e controrimonte andò però purtroppo persa ai calci di rigore. La stagione seguente, purtroppo, si interruppe per i noti problemi di salute.
Grazie mille per questa chiaccherata davvero interessante, che ci fa fatto conoscere delle realtà che non sono più sotto l’occhio dei riflettori, ma, non per questo, sono meno interessanti per gli appassionati del pallone. Anzi!
Grazie a voi per l’opportunità e un caro saluto a tutti i followers del “calcio svizzero”!
