A cura di Luca Mariotti Nesurini
Non che prima del nuovo millennio mancassero i buoni giocatori, anzi. Ma dal 2004 la NATI ha vissuto una crescita esponenziale, assicurando praticamente senza soluzione di continuità la propria partecipazione alle fasi finali dei principali tornei internazionali. Da squadretta di media fascia – per intenderci, quella che dà fastidio e nulla più – è diventata una top ten. KUHN ha dato l’input, HITZFELD ha radicato la mentalità vincente, PETKOVIC ha perfezionato il gioco e YAKIN?! YAKIN nel bene o nel male ha ottenuto i risultati. In tutti questi anni però la struttura è rimasta la stessa, sono solo cambiati gli attori: un portiere di livello, una difesa impenetrabile, un mix a centrocampo tra testa e muscoli, un attacco relativamente sterile e il giocatore chiave, capace di districare con una giocata magistrale anche i nodi più complicati.
All’inizio c’era il numero 10, HAKAN YAKIN, a oggi forse il giocatore più elegante della storia rossocrociata. Un piacere vederlo con la palla tra i piedi disegnare traiettorie complicate tra le difese avversarie. Poi è arrivato Shaqiri, tutto un altro calciatore: più muscolare, energico, ma con altrettanto un sinistro d’oro. Anche la posizione era leggermente più decentrata rispetto a YAKIN. Il peso specifico di XS23 in NAZIONALE è stato decisamente più determinante, tant’è vero che dopo la sua uscita di scena la preoccupazione popolare di aver perso per sempre qualcosa di importante era salita alle stelle. Ma poi è arrivato lui, l’uomo del momento: SUPERSAYAN MANZAMBI, capace di riunire in sé i piedi e la visione del primo, nonché la potenza e l’imprevedibilità del secondo. Forte al punto tale da oscurare quello che sembrava destinato essere l’uomo più estroso del nuovo decennio: DAN NDOYE…
Se c’è una cosa che ha messo sciaguratamente d’accordo il numero 10 e il 23 è la carriera: totalmente al di sotto delle aspettative e del potenziale. YAKIN non ha mai saputo sbocciare fuori dalla SVIZZERA, SHAQIRI ha vinto tanto, ma sempre da comprimario o da giocatore incompiuto. Entrambi solo in nazionale hanno saputo dare il meglio di sé, forse perché coccolati o forse semplicemente perché potevano giocare senza troppa pressione. Sicuramente, ciò che gli ha sempre fatto difetto è quel pizzico di sana umiltà. Ora arriva MANZAMBI (lui di piede destro peraltro): un ragazzo che con la sua semplicità ha stregato un’intera nazione. È presto per dirlo, ma anche dai comportamenti in campo sembra totalmente su un altro piano a livello umano, tutto acqua e sapone. Per certi versi da SUPERSAYAN ricorda proprio SON GOKU, il più forte, il più buono, ma anche il più genuino! E se talenti si nasce, ma campioni si diventa, la strada è quella giusta!
È tutta un’altra storia insomma, dettata anche dal contesto totalmente diverso e nuovo, con lo slittamento dell’asse tradizionalmente TEDESCO verso i cantoni ROMANDI. È un mix quasi perfetto e perfettamente equilibrato: con il romancio ELVEDI a fungere da ponte, abbiamo una situazione di parità in squadra. Da un lato il reparto arretrato composto dai tipici guerrieri e lottatori, dall’altro un pacchetto offensivo francofono tutto fantasia, saldamente unito e compatto. Qualcosa insomma è cambiato… L’impressione è che la sconfitta verso l’ARGENTINA non sia stata il punto di arrivo, ma la partenza!
