Oggi parliamo di storia. In questa rubrica mi piacerebbe analizzare la carriera nel campionato italiano di giocatori svizzeri che ne hanno fatto la grande o piccola storia. Non comincerò con i grandi nomi (Lichtsteiner, Behrami, Inler, …), ma con quelli che hanno lasciato delle tracce importanti pur non imponendosi forzatamente nel contesto sportivo. Un nome su tutti: Kubilay Türkylmaz. Parliamo di un giocatore acquistato dal Bologna nel 1990, in un contesto antecedente la legge Bosman. I posti per i giocatori stranieri erano limitati a tre per squadra, quindi ci si aspettava che facessero assolutamente la differenza. Con 9 reti nella sua prima stagione di Serie A non poté evitare la retrocessione del Bologna. Türkylmaz resta fedele al club malgrado la retrocessione e disputa addirittura due campionati di Serie B segnando però solo 15 reti in 69 incontri. Un bottino alquanto deludente per un giocatore che negli anni seguenti illuminerà serate di Champion’s League con splendide reti all’Old Trafford o al Nou Camp portando i colori del Galatasaray. Per non parlare degli anni trionfali che seguiranno con il Grasshoppers e con la nazionale Svizzera (di cui deterrà il record di reti, ben 34, superato solo in anni recenti da Alex Frei). Purtroppo un grande talento dal carattere un po’ spigoloso che gli costerà sia l’esclusione dal mondiale di USA ’94 (il CT Hodgson ammetterà poi di essersi sbagliato alla grande), sia il fatto di essere messo subito alla porta da Carletto Mazzone nel suo ritorno in Italia nel 2000-2001 (sponda Brescia). Non riceverà una vera occasione per mettersi in mostra, e farà mestamente rientro per un finale di carriera nel Lugano e nel Lucerna. Comunque un grande personaggio, che ha lasciato un ricordo nel cuore dei tifosi bolognesi, se non nelle statistiche sul campo. La sua attitudine sul campo e il sentirsi la maglia addosso ne hanno fatto un idolo della tifoseria. Leggendaria la serata di addio al Bologna (di cui racconta nella sua biografia “Kubi Goal” https://www.amazon.it/avventure-Kubilay-T…/dp/887713755X ). E se ne andò solo perché il club fallì e venne retrocesso in Serie C, dove non si potevano tesserare giocatori stranieri.
Di lui resteranno nella leggenda il rigore calciato a Wembley nella partita di esordio di EURO ’96 (Svizzera-Inghilterra 1-1) e la rete della vittoria in rimonta in Bulgaria (da 0-2 a 3-2) che aprì la strada alla Svizzera verso un futuro più roseo, con la qualificazione ad un mondiale (1994) che mancava da 28 anni!
