Come promesso ieri, ecco la seconda parte dell’ intervista. Qui entriamo nello specifico dei campionati svizzeri, visti da uno sguardo professionale esterno. Allora, Francesco, (ri)cominciamo…
Ritieni adeguata la suddivisione in SUPER (12 squadre), CHALLENGE (10) e PROMOTION (18)?
Mi sembra essere abbastanza parametrata alla realtà svizzera, sì.
Colgo l’occasione per dire che, piuttosto, siamo noi in Italia che potremmo interrogarci sulle strutture dei nostri campionati.
Per quanto riguarda i campionati elvetici, invece, mi sembra che attualmente si sia raggiunto un buon punto di equilibrio con l’attuale conformazione dei campionati.
Come giudichi in particolare la PROMOTION LEAGUE, che si barcamena tra professionismo, dilettantismo e calcio giovanile?
Mi dispiace richiamare sempre l’Italia, ma spero che i nostri lettori mi scuseranno e capiranno che essendo io cresciuto nel Belpaese mi viene ovviamente immediato il paragone con la nostra realtà.
Ecco, qui in Italia a molti ho sentito dire che potrebbe essere utile creare un campionato “semiprofessionistico” che faccia da cuscinetto tra l’attuale mondo “pro” (che in Italia verte su Serie A, Serie B e tre gironi di Serie C) ed il dilettantismo (Serie D, Eccellenza, ecc.)
In questo senso la Promotion League è quindi un “esperimento” o “esempio” interessante, perché cerca di tenere assieme anime diverse ed in qualche modo “andare incontro a tutti”.
Ci saranno squadre come Etoile Carouge e Paradiso che punteranno a salire in Challenge, altre che magari troveranno nella Promotion la propria dimensione, altre ancora che possono essere un buon trampolino di lancio per i giovani (e mi riferisco alle u21, chiaramente).
Insomma, mi sembra un campionato interessante per come è strutturato e pensato, e sicuramente non mi dispiacerebbe l’idea che quantomeno si studi la fattibilità di una soluzione simile anche al di qua del confine.
La SUPER LEAGUE corrisponde al livello del suo RANKING UEFA (12. posto), o é migliore/peggiore?
Il Ranking UEFA è sicuramente un meccanismo interessante e necessario, però chiaramente non va preso per oro colato.
Banalmente: l’anno scorso la Repubblica Ceca chiuse al 15° posto, quest’anno ha raccolto più punti che nelle ultime due annate ed è balzata all’11°, tra l’altro avendo ancora chance di scavalcare la Scozia ed entrare in top ten.
Detto questo i primi nove campionati del ranking hanno, per motivi diversi, un livello oggi superiore a quelli che li seguono.
In questo gruppo, la Super League ci sta molto bene. La crescita negli ultimi anni è stata netta, tra l’altro: 26,225 punti e 19° posto nel 2021, 32,975 e 12° posto adesso.
Per il livello attuale credo sia “normale” possa fluttuare in questo gruppetto di campionati/nazioni, diciamo tra il 10° ed il 15° posto del Ranking UEFA.
A tuo parere, cosa si potrebbe fare per far salire ancora il livello?
Le ricette credo siano sempre le solite. Fondamentalmente, e banalmente, servono investimenti.
Settore giovanile, strutture, formatori, marketing, fidelizzazione del tifoso, ecc.
Non ci sono ricette magiche, servono soldi ma soprattutto idee, lavoro, buona volontà.
Il livello negli ultimi 5 anni é salito o si é abbassato?
Abitando vicino al confine ho sempre un po’ avuto il pallino del calcio svizzero. Inoltre sono cresciuto con un ragazzo di papà italiano e di mamma della Svizzera interna, quindi ho anche frequentato un po’ il vostro Paese. In più, qualche anno fa, il papà di un mio amico è venuto ad allenare per un periodo nella vostra “cadetteria”, ed io venivo spesso a vederlo. In ultimo sulla RSI mi capitava di guardare di tanto in tanto qualche partita.
Ecco, sulla base di questo piccolo bagaglio di conoscenze, e guardando a ciò che vedo oggi che seguo in maniera molto più “importante” il vostro calcio, un pochino anche a livello giovanile, personalmente mi sento di dire senza troppe remore che quello svizzero sia un movimento in crescita.
Secondo, te, il campione nazionale svizzero, in quale posizione chiuderebbe in SERIE A?
Questa è una domanda cui è molto difficile rispondere. In primis perché, in realtà, se prendessimo un club svizzero e lo facessimo giocare in Italia avrebbe verosimilmente incassi diversi (basti pensare ai diritti tv) e, quindi, un potenziale di spesa superiore.
Insomma, lo Young Boys di turno se giocasse in Serie A sarebbe verosimilmente una squadra “più forte” rispetto a quanto già non sia così.
Posto questo, un campione svizzero attuale credo potrebbe arrivare bene o male attorno alla metà della classifica in Serie A. Lottare per i posti europei, per così come sarebbe, probabilmente risulterebbe un po’ fuori portata.
E la CHALLENGE LEAGUE, ha un livello paragonabile alla SERIE B?
L’idea che mi sono fatto è che il livello medio dei campionati svizzeri sia inferiore di almeno “mezza tacca” a quelli italiani.
Quindi la Super League non vale la Serie A, ma nemmeno la B. Diciamo che se certe squadre potrebbero comunque ben figurare nel nostro massimo campionato, altre farebbero estremamente fatica (e probabilmente non vincerebbero nemmeno la nostra cadetteria, contro squadre tipo Parma, Venezia, ecc.)
Ecco, diciamo che potremmo inserire la Super League tra A e B, la Challenge tra B e C, la Promotion tra C e D.
Per quanto riguarda il campionato u19, per quello che ho visto, penso invece che sia ad un livello più simile alla nostra “Primavera 2”, di sicuro abbastanza lontano dai vertici della “Primavera 1”.
Quali sono le maggiori differenze tra la PROMOTION LEAGUE e la LEGA PRO italiana?
È diversa la natura dei due campionati, oltre che il livello.
La natura perché la Serie C è un campionato “totalmente professionistico”, mentre la Promotion no.
Il livello perché, come detto, a mio avviso si incastona più tra una C ed una D italiana, non essendo pienamente al livello della nostra terza serie.
In generale, cosa ti piace del movimento svizzero, e cosa no? Grazie mille!
Mah difficile rispondere ad una domanda del genere, non essendo un movimento che vivo “da dentro”. Ci sono sicuramente tantissime sfumature che non conosco e che non mi permettono quindi di rispondere in maniera “piena” a questa domanda.
Da “fruitore”, comunque, è un calcio che apprezzo, ma faccio anche fatica a dirti un perché specifico. Trovo sia un movimento con un buon livello medio, in cui si trovano giocatori che hanno un potenziale molto interessante.
Non a caso se guardiamo ai calciatori svizzeri che sono “in carriera” attualmente vediamo casi come Akanji al City, Kobel al BVB, Zakaria al Monaco (dopo esser passato per Juve e Chelsea) con Embolo e Kohn, Okafor al Milan, Xhaka al Leverkusen, Ndoye, Freuler ed Aebischer al Bologna, Sow al Siviglia, Schar al Newcastle, ecc.
Insomma, come dico sempre: se la Svizzera agli ultimi Europei ha eliminato i campioni del mondo in carica francesi e poi ha messo i bastoni tra le ruote all’Italia fresca campione d’Europa nella corsa a Qatar 2022 NON è un caso. E’ proprio il frutto del buon lavoro che state svolgendo tra un cantone e l’altro.
Se oggi, parlando d’Europa, i movimenti “principali” restano altri (sia a livello di club che come Nazionali), mi ricollego comunque al discorso di prima: alle spalle di questi troviamo un gruppo di Paesi che lavorano bene ed hanno creato un buon “prodotto” calcistico. Tra questi Paesi c’è sicuramente anche la Svizzera!
Grazie mille Francesco! A presto, per altre discussioni interessanti, e, magari, per incontrarsi su qualche campo rossocrociato…
Grazie a voi per l’interesse dimostrato e un caro saluto a tutti!
