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BANDIERE SVIZZERE IN TERRA STRANIERA

STEPHAN LICHTSTEINER: LO SWISS EXPRESS SEMPRE PUNTUALE

A cura di Luca Mariotti Nesurini

Tempo fa leggevo un articolo del giornalista Francesco Vitale su CIRIACO SFORZA. Dalle varie interazioni era nata una discussione su chi fosse il calciatore svizzero più vincente all’estero, quantomeno da protagonista e quantomeno dagli anni ‘90 in poi. Sarà che ha giocato nella JUVENTUS schiaccia sassi, sarà che è stato un giocatore da squadre importanti, fatto sta che STEPHAN LICHTSTEINER ha vinto tanto e (quasi) tutto!

Ma andiamo per ordine. Terzino destro di spinta, al contempo ordinato in difesa, buona visione di gioco, buon tocco del pallone, ma soprattutto due polmoni da far invidia ad ALEX SCHWAZER. Una vita su e giù dalla fascia destra, tanto da lasciare quasi il solco allo JUVENTUS STADIUM. Classe 1984, arriva presto nel grande calcio: all’età di 17 anni debutta nell’allora ancora grande GRASSHOPPERS, per poi restarci altre quattro stagioni. In quegli anni sulla destra il posto in nazionale era pressoché vacante, visto che BERNT HAAS e BRUNO BERNER non davano certo garanzie. Nacque così un vero e proprio duello con l’altra testa matta della NATI: PHILIPP DEGEN, praticamente coetaneo. Nel 2005 entrambi emigrano all’estero in direzioni opposte: LICHTSTEINER al LILLE e DEGEN al DORTMUND. Per il primo sarà l’inizio del successo, per il secondo una tappa fortunata di una carriera al di sotto delle attese.

In tre anni in FRANCIA cresce e di brutto. Si fa notare per costanza ed efficenza nelle due fasi: difensiva e offensiva. Solo alla LAZIO però il suo nome inizia a diventare conosciuto, quantomeno in ITALIA. In tre stagioni riesce addirittura a vincere COPPA e SUPERCOPPA (mica roba da poco per la squadra), ma soprattutto a entrare nei cuori dei tifosi con la rete del momentaneo 3-1 nel derby capitolino dell’11 aprile 2009 in cui infine la LAZIO vinse 4-2.

Uomo dalle reti importanti il buon STEPHAN, tant’è vero che l’11 settembre 2011, all’esordio con la JUVENTUS, realizza contro il PARMA la rete inaugurale dello JUVENTUS STADIUM. Quell’anno, carico di fiducia e con la reputazione di miglior terzino destro del campionato, arrivò per 10 mln a TORINO insieme al connazionale RETO ZIEGLER. Sappiamo tutti poi come andò a finire: con l’esonero di DEL NERI e l’arrivo di CONTE, il primo venne subito tagliato (peccato, perché negli anni avrebbe poi dimostrato di essere uno da JUVE), il secondo diventerà una bandiera di una compagine stellare. Con la JUVENTUS di BUFFON, CHIELLINI, BONUCCI, BARZAGLI, MARCHISIO, POGBA, PIRLO, VIDAL, ASAMOAH e TEVEZ vinse praticamente tutto – se non la CHAMPIONS – e da assoluto protagonista!

L’inevitabile fine dell’era d’oro bianconera arrivò con il passare degli anni praticamente in contemporanea con gli altri senatori. In sostanza, riuscì solo DANI ALVES a rubargli il posto. Con il brasiliano si chiuse de facto il matrimonio con la VECCHIA SIGNORA. Ormai nella fase discendente delle sua carriera, chiuderà comunque a buoni livelli dopo una stagione all’ARSENAL e un’altra alll’AUGSBURG…

108 presenze in nazionale, sei stagioni in bianconero e una caterva di trofei vinti tra CAMPIONATI e COPPE. Ci ricorderemo di LICHTSTEINER come il nostro terzino più forte e completo della storia, giocatore dai goal pesenti e dal cross facile, puntale e sempre preciso, ma anche dal carattere più che sgradevole. Personalmente, tra un’aquila albanese fuori luogo, il gesto derisorio delle quattro dita ai danni di LAMELA nella vittoria della JUVE sulla ROMA del 22 aprile 2012 e tanti altri episodi controversi, non avrei mai assegnato la fascia da capitano della nazionale a LICHTSTEINER… sta di fatto che ebbe una straordinaria carriera e contribuì in modo sostanziale a far crescere le sue squadre.