LA FAVOLA DI SENDEROS: IL GIGANTE BUONO CHE SCRICCHIOLAVA
A cura di Luca Mariotti Nesurini
In ITALIA chi se lo ricorda probabilmente lo assocerà a uno dei flop del recente passato rossonero. Eppure PHILIPPE SENDEROS, prima di perdersi fra le maglie delle tante squadre in cui è stato, era un Signor calciatore. Potremmo infatti iniziare il racconto come avvieremmo la più classica delle favole: c’era una volta, tanto tempo fa, un difensore centrale vecchio stampo, grande, grosso e dal cuore tenero. Metà spagnolo, metà serbo, ma 100% rossocrociato, arrivò dalle parti di LONDRA dopo aver conquistato nel 2002 l’EUROPEO U17 e con tante aspettative. Furono proprio i primi anni a dargli la celebrità: con la reputazione di guerriero riuscì ben presto a conquistarsi una maglia da titolare tra due mostri sacri: TOURE e CAMPBELL. Con la “6” sulle spalle e la pesante eredità di TONY ADAMS, conquistò da protagonista con i GUNNERS una FA CUP, una COMMUNITY SHIELD e la finale di CHAMPIONS 05-06 – vinta 2-1 dal BARÇA – purtroppo ammirata dalla tribuna. Quella stagione fu l’apice della sua carriera e l’inizio del calvario.
GGG: grande, grosso e gracile. Un fisico troppo imponente forse per le strutture che lo reggevano, ogni tre per due si trovava costretto a ricorrere all’infermeria. Dal MILAN una serie di pellegrinaggi per l’EUROPA (e non solo) in totale anonimato: EVERTON, FUHLAM, VALENCIA, ASTON VILLA, RANGER, HOUSTON, GCZ e infine CHIASSO, dove a 35 anni decide infine di appendere le scarpe al chiodo.
Una cosa è certa: ha vinto poco, ma è lo stesso riuscito a far breccia nei cuori dei tifosi. Lui che insieme e QUILLO BARNETTA e LUDO MAGNIN è forse l’emblema della rinascita della nazionale del 2006: una squadra con la “s” maiuscola, non composta da campioni, ma capace di farsi amare. La favola di SENDEROS non si conclude con un lieto fine. Tuttavia, nonostante non riuscirà a liberare la principessa dal castello, resterà per sempre una figura di spicco del calcio svizzero e la sua inzuccata insanguinata vincente contro la Corea del Sud una delle immagini più iconiche della nostra storia…
