Tutte le informazioni sul calcio svizzero in lingua italiana

BANDIERE SVIZZERE IN TERRA STRANIERA

GOKHAN INLER: IL GUERRIERO CHE MANGIAVA IL FRICO E IL LEONE CHE ADORAVA LA PIZZA

A cura di Luca Mariotti Nesurini

Per chi non lo sapesse, il FRICO è un piatto della tradizione culinaria friulana, a base di formaggio, patate e cipolle. Lo sa bene il protagonista di oggi, che, al momento di decidere il suo futuro all’estero, voleva probabilmente sentire ancora aria di casa (in fondo il frico è il cugino italiano dei nostri rösti…).

Estate 2007, sulla Gazzetta che ero solito leggere sotto l’ombrellone a Riccione arriva la notizia del passaggio di tale GOKHAN INLER all’UDINESE in provenienza dallo ZURIGO per una somma che si aggirava al milione. Già allora, in quelle calde giornate romagnole e non ancora maggiorenne, ero solito spulciare il giornale per leggere novità sugli svizzeri all’estero. Quella di INLER non fu una notizia bomba, anzi: non ne parlò nessuno, senonché il suo nome comparve fra gli acquisti nel paginone delle formazioni. Pessimo e pessimi, perché per gli addetti ai lavori non c’erano dubbi sulle qualità del calciatore… Non solo arrivava da campione affermato con lo ZURIGO, ma con alle spalle anche qualche presenza in una nazionale rivoluzionata dopo il Mondiale 2006.

In panchina c’era l’ottimo PASQUALE MARINO: 3-4-3 con HANDANOVIC/FELIPE-ZAPATA-CODA/DOSSENA-D’AGOSTINO-PINZI-ISLA/QUAGLIARELLA-DI NATALE/PEPE… e con in panchina i vari OBODO, MESTO, FLORO FLORES o ASAMOAH GYAN, INLER non finiva nemmeno sul foglio partita Incompetenti fu il mio pensiero costante quell’estate. E infatti il 27 agosto 2007 riparte la SERIE A: 1-1 a SAN SIRO… da quel giorno INLER non lascerà mai più il centrocampo friulano. A fine stagione sarà il secondo giocatore più impiegato della lega, secondo solo al compagno HANDANOVIC. Che stagione e che squadra! Ancora adesso non mi capacito di come abbia fatto a non vincere nulla: nemmeno negli anni successivi con l’aggiunta di altri validi elementi come ALEXIS SANCHES, DOMIZZI, ARMERO o l’altro ASAMOAH (oggigiorno sarebbe decisamente campione indiscussa)!

Complice il fisico duro a morire, il carisma da RE LEONE e qualità tecnico-tattiche sopra la media, INLER dirigerà per le quattro stagioni successive e con successo il centrocampo dei bianconeri. UDINE però non fa tendenza purtroppo: il suo nome iniziò a risuonare in tutto il mondo nell’estate 2011, nel mezzo di una “disputa” fra NORD e SUD. Alla fine la spuntò il NAPOLI: con i suoi 18 mln fu al tempo l’investimento più caro di DE LAURENTIIS. Soldi ben spesi! L’11 luglio viene presentato in pompa magna, in una sala stampa gremita, con la consueta sobrietà partenopea: maschera da leone in faccia e maglia azzurra numero 88 fra le mani. Anche a NAPOLI fece bene: erano i tempi di HAMSIK, LAVEZZI, CAVANI, MAGGIO, GARGANO e CAMPAGNARO. Una vera e propria corazzata, che almeno riuscì a guadagnarsi due COPPE ITALIA e una SUPERCOPPA. Iconico poi il periodo del trio elvetico INLER-DZEMAILI-BEHRAMI coadiuvato da JORGINHO!

L’avventura napoletana finisce nel 2015, quando ormai INLER era in parabola discendente. Giusto il tempo di vedere dalla panchina il suo LEICESTER vincere sorprendentemente la PREMIER. Finirà poi in TURCHIA, dove fra BESIKTAS, ADANA DEMIRSPOR, BASAKSEHIR riuscirà ancora a vincere CAMPIONATI e COPPE TURCHE. Ma la sua carriera era ormai agli sgoccioli: decide di appendere le scarpe al chiodo la scorsa estate, alla veneranda età di 40 anni, tutti lottati e mai scontati! Ne ce ne voglia nessuno, ma INLER è stato il primo e forse l’unico grande capitano della NAZIONALE moderna (per intenderci, quella che va dal 2006 a oggi): persona garbata, un SIGNORE nei modi e nei toni sul campo. In pochi scorderanno il suo 8 e 88, in pochi scorderanno quella bordata da fuori area a STAMFORD BRIDGE: ottavi di finale di CHAMPIONS nel 2012, che fece sognare tutta NAPOLI verso un titanico CHELSEA (poi finì con un complessivo 5-4 ai supplementari in favore dei londinesi). Ancora oggi mi viene la pelle d’oca a riguardare quella magnifica rete. Sì, perché INLER era in grado di piazzarla dove voleva, praticamente ambidestro, aveva nelle corde un lancio millimetrico di almeno 40 m, una difesa del pallone da GUERRIERO e una visione di gioco da LEONE della Savana. DE LAURENTIIS non ci aveva visto poi tanto sbagliato…

La presentazione con la maglia del NAPOLI: https://youtu.be/Dv3uV3SqGzw?si=E5zt_rrdRlphy3g1

La rete dell’1-2 di INLER: https://youtu.be/mrE4b-NyAZE?si=e7Lp7g7RajYXy4Uy