DANIEL MAJSTOROVIC, IL VICHINGO DI STOCCOLMA DIVENTATO COLOSSO DI RODI
A cura di Luca Mariotti Nesurini
Non vi capita mai, nei tempi morti della giornata, di fermarvi un momento a giocare con la mente e pensare alla formazione ideale: “se quel calciatore avesse giocato con quello… allora sarebbe stata la squadra perfetta…” Beh, io lo faccio spesso e DANIEL MAJSTOROVIC è un giocatore che metterei un po’ ovunque! Se solo ci fosse stato lui ad esempio al fianco di MURAT YAKIN (e magari SOMMER in porta) nel BASILEA 02-03 azzardo addirittura che si sarebbero giocati la CHAMPIONS! E invece no, tant’è…
Se dovessi descrivervi MAJSTOROVIC in una parola, lo definirei STAM, o meglio JAAP STAM, quantomeno una sua “brutta” copia, simile a livello fisico e tecnico, un po’ meno nell’aspetto (diciamo che ricordava meno LORD VOLDEMORT). MAJSTOROVIC, MASTINO MAESTOSO (ma sì, buttiamocelo dentro qualche gioco di parole ogni tanto), lì in mezzo alla difesa, un colosso, imperiale di testa, imbattibile nel duello fisico e dai piedi tutto sommati educati per un centrale vecchio stampo. Un vero leader, che a BASILEA ebbe la sfortuna di dover fungere più da badante (concedetemi il termine please) a uno spaesato KOJI NAKATA, che non da “patrono” della difesa.
In SVIZZERA arrivò nel gennaio 2006, giusto il tempo di trascinare il FCB su su, fin quasi a una prima storica semifinale di EUROPA LEAGUE, dopo un 2 a 0 al SAN GIACOMO, e lo 0-1 in terra inglese, poi scialacquata verso un temibile MIDDLESBROUGH con un complessivo 3-4 (peraltro con rete anche di “BIG MAC” MACCARONE). Erano altri tempi ed era un altro grande BASILEA: quello di PATRICK MULLER, RAKITIC, KUZMANOVIC e PETRIC, e ancora di KLEBER, DELGADO, CARIGNANO e EDUARDO, altre “meteore” che ben starebbero in questa rubrica.
Checchessia, sulle sponde del Reno ci restò relativamente poco: solo due stagioni, sinonimo di una SUPER LEAGUE vinta e due COPPE conquistate (una tra l’altro contro il sorprendente BELLINZONA di PETKOVIC, che arrivava dalla CHALLANGE LEAGUE). Personalmente, considerata l’età (allora trentenne), il passato e il peso in seno alla squadra, mi sarei aspettato che il BASILEA lo blindasse o quantomeno che successivamente partisse per una carriera costellata di successi e trofei. E invece di lui si persero pressappoco le tracce…
