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VECCHIE GLORIE MAI SBOCCIATE DELLA SUPER LEAGUE

ERGIC, PERGL, LA DEPRESSIONE E QUEL SOTTILE FILO CHIAMATO VITA

A cura di Luca Mariotti Nesurini

Quella di oggi non è una storia a lieto fine, o almeno in parte. È piuttosto un episodio che vuol far riflettere, che si propone di lasciare spazio a un tema che con il calcio – si presume – non abbia nulla a che fare.

IVAN e PAVEL, due calciatori legati da un comun denominatore: la DEPRESSIONE. Il primo, ERGIC, bandiera del grande BASILEA di inizio secolo, viene ricordato soprattutto per la doppietta contro il VALENCIA nella CHAMPIONS 02-03, che de facto permise ai renani di passare al turno successivo. Un campione, un mago del centrocampo: per intenderci (con le dovute proporzioni), per eleganza, intelligenza e carisma ricordava un po’ ZIDANE. Metà australiano e metà serbo, la sua carriera partì dalla JUVE, per snodarsi a BASILEA e concludersi prematuramente al BURSASPOR, a soli 30 anni. Nella sua testa, più che strategie e passaggi, c’è sempre e solo stato spazio per la politica: un grande attivista.

Al contrario, PERGL è arrivato al grande calcio tardi, troppo tardi: centrale ceco, robusto e roccioso, un lottatore, che ha girato mezza europa prima di trovare stabilità a BELLINZONA, dove in poco tempo diventa un pilastro e forse per alcuni una bandiera della squadra. Ha però già più di 30 anni e la sua avventura in Ticino dura solo tre stagioni.

IVAN e PAVEL non si incrociarono mai sui campi, quantomeno svizzeri. Carriere simili: campioni sul campo, esempi fuori, ma esiti diversi purtroppo. La depressione appunto, quella maledetta depressione che costò a IVAN un grande buco nella carriera e che spinse il “vichingo” PAVEL a togliersi la vita il 1o maggio 2018, a 40 anni…

Non è mai facile affrontare temi così delicati: noi, nel nostro piccolo, vogliamo provare tener viva la memoria di PERGL e raccontarvi come ERGIC riuscì a uscire dal tunnel.

Nel giugno 2004 iniziò a soffrire di una profonda depressione. Venne ricoverato e rimase in clinica fino a ottobre. Il Basilea però gli rimase vicino e continuò a puntare su di lui. Restò fuori fino al 2006, quando al rientro gli venne affidata la fascia di capitano, che poi egli stesso rifiutò di continuare a indossarla. Un grande uomo e una grande società.

Problemi economici, familiari, ecc. non sono nostra competenza: senza voler imputare alcuna colpa a chicchessia, chissà come sarebbe andata se anche PAVEL avesse avuto un’intera squadra al suo fianco

Per approfondire la storia di PERGL vi invitiamo a leggere il bellissimo articolo di Arno Lupi:

https://www.mattinonline.ch/…/la-tragedia-di-pavel…