A cura di Roberta Cardinale e Pietro Adriano Cardinale
La rotazione libera dei giocatori tra le varie squadre di una stessa società, dalla prima squadra alla U21, fino alle formazioni di lega minore, è perfettamente legale. Ma che sia legale non significa che sia giusta. E soprattutto non significa che garantisca la regolarità della competizione.
Quest’anno lo abbiamo visto in modo lampante. Due episodi, diversi nelle forme ma identici nella sostanza, hanno mostrato quanto il sistema sia vulnerabile.
Il caso XAMAX
Per la trasferta di campionato a Bellinzona, lo Xamax decide di lasciare a casa i titolari per puntare tutto sul quarto di finale di Coppa contro l’Yverdon. Risultato: una partita di campionato disputata con una squadra “B” (la UNDER 19), che altera inevitabilmente l’equilibrio sportivo.
Il caso GRASSHOPPERS
Il GCZ manda a Losanna i giocatori della U21, che militano in Prima Lega, mentre nel campionato della stessa U21 (prima Lega classic) viene addirittura dato forfait. La sconfitta per 3 a 0 a tavolino favorisce irregolaremente gli avversari di giornata del COURTETELLE. Obiettivo: preservare i titolari in vista dello spareggio contro l’Aarau. Il problema è che il FORFAIT ha arrecato un danno sportivo alle avversarie del COURTETELLE, come il LANGENTHAL, lo CHENOIS o il MONTHEY, tutte ancora in lotta per la promozione insieme ai giurassiani, cui i tre punti sono stati regalati.
Due episodi diversi, stessa logica: sfruttare una lacuna regolamentare per ottenere un vantaggio competitivo. E ripetiamolo: tutto perfettamente legale, perché nessuna norma lo vieta.
Ma è accettabile? No!
Si può evitare? Sì. Cara @ASF/SFV basta volerlo.
La soluzione esiste già, è semplice, logica, applicata in altre leghe (ognuna con le proprie varianti) e non richiede né task force né studi milionari.
La proposta: una lista fissa di giocatori
A partire dalla Seconda Lega Interregionale, ogni società dovrebbe essere obbligata a registrare:
– Lista di 23 giocatori della prima squadra
– 5 giocatori U21 liberamente utilizzabili nei vari team del club
– Modifiche consentite solo nelle finestre di mercato, come avviene ovunque nel calcio professionistico
Una regola chiara, uguale per tutti, che impedirebbe:
– rotazioni creative
– manipolazioni dell’ultima giornata
– squadre “B” schierate per convenienza
– forfait strategici
– distorsioni della competizione
In una parola: fair play. Quello vero, non quello dei comunicati stampa.
Cara ASF, non servono geni: „Serve volontà!“
Il calcio svizzero non può permettersi di essere ricordato per furbizie regolamentari, per squadre che decidono quando competere e quando no, o per campionati determinati da chi “gestisce” meglio i propri organici invece che dal campo.
La missione della ASF è garantire equità, non lasciare buchi normativi che premiano i più furbi.
E la soluzione è davanti agli occhi: una lista fissa, modificabile solo nelle finestre di mercato.
Semplice. Trasparente. Uguale per tutti!
