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LA SVIZZERA CHE NON È LA SVIZZERA E I MONDIALI DELLE DIASPORE

PARTE 2

Da un lato ci ha fatto piacere l’ondata di opinioni scaturite dalla PARTE 1. D’altro canto, però, sono emerse ancora tante, troppe cattiverie ai danni degli SVIZZERI con cognomi “inconsueti”. E usiamo queste parole, perché ricordiamo e riteniamo che per noi patria è questione di identità, cultura, usanze, e non di colori o cognomi!

Vogliamo quindi chiudere il capitolo dicendo la nostra, visto che ci è stato praticamente impossibile rispondere a ognuno di voi e mettere tutti d’accordo. E come farlo meglio se non parlando della nostra bandiera?!

Anzitutto ci scusiamo con gli storici che ci seguono se non saremo perfetti, ma qui si vuole badare alla sostanza…

Ebbene in tanti non sanno che la CROCE BIANCA su sfondo ROSSO QUADRATO (scelta alla nascita della NAZIONE nel 1848 e divenuta ufficiale nel 1889), vuole rappresentare il crocevia, il punto centrale, di arrivo o di unione tra NORD-SUD, EST-OVEST. Il fulcro dell’EUROPA insomma, un luogo di accoglienza, che ben rispecchi la neutralità e l’impegno umanitario alla base. Un impegno che è stato peraltro preso come spunto dalla CROCE ROSSA, che in omaggio ha ripreso i colori ROSSOCROCIATI al contrario… Quattro braccia per quattro lingue, quattro culture, quattro popoli. Sì, perché alla base la SVIZZERA è un’appendice di ITALIA, FRANCIA, GERMANIA e REZIA (chiamiamola così), un distaccamento di quattro popoli riunito in un disegno coeso. Eccome se coeso: al di là delle scaramucce interne, quasi da barzelletta, è innegabile che gli svizzeri sappiano come collaborare, tra alti e bassi, per tirare avanti il carretto…

Pertanto, a chi dice che non siamo stati un PAESE COLONIALISTA o con una lunga storia di MIGRAZIONE, da giustificare gli XHAKA, MANZAMBI o RODRIGUEZ, noi rispondiamo che la SVIZZERA è già di per sé intrinsecamente un crogiolo di etnie e pertanto non ci dobbiamo stupire se negli undici in campo non ci siano solo MÜLLER, FREI o VON BERGEN.

Forse invece di giudicare e puntare il dito su questioni razziali, per motivi di invidia o di semplice ristrettezza di vedute, si dovrebbe prendere coscienza del fatto che nessuno ha scelto dove nascere, ma ognuno di noi può decidere di dar l’esempio e migliorare anche solo di un po’ il benessere altrui…