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TRUMP, INFANTINO E QUEL CICLO DI CORRUZIONE SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITÀ…

Ne stanno parlando tutti e potevamo noi esimerci dal dire la nostra?! Assolutamente no! Sì, perché a differenza di tanti – pensiamo alle testate ufficiali – noi possiamo prendere posizione apertamente, evitando il politically correct. Senza girarci tanto intorno, il caso BALOGUN è SCAN-DA-LO-SO! Ma andiamo per ordine: cos’è successo?

Durante i sedicesimi BALOGUN è stato espulso con rosso diretto. Tutti davano per scontato che avrebbe saltato l’ottavo di finale contro il BELGIO. A sorpresa però la commissione disciplinare FIFA ha deciso di sospendere la squalifica, facendo ricorso all’art. 27 del codice disciplinare. In pratica: il rosso rimane, ma la squalifica viene sospesa “in prova” per un anno. MA CHE ROBA È DAI!

Ora, da un lato il TYCOON ringrazia, dall’altro il BELGIO annuncia azioni legali. E pertanto se a INFANTINO, si aggiunge un po’ di TRUMP e un pizzico di CORRUZIONE, il risultato è che si possono stravolgere le regole normali e morali del calcio… ASSURDO!

Ma com’era la frase?! Dopo BLATTER repulisti per una FIFA chiara e integra. Il risultato però è un altro: INFANTINO ha deciso di proseguire sulla linea della controversia, con una gestione tutt’altro che limpida. E se il caso BALOGUN è destinato a far parlare di sé a lungo come uno dei più grandi casi (in)disciplinari della storia recente dei MONDIALI, ci auguriamo che non si crei un precedente.

Per concludere ci rivolgiamo a te, caro GIANNI: se mai ci leggerai, sappi che non siamo fieri di te e di vederti associato ai colori ROSSOCROCIATI, che porti orgogliosamente sul petto. Non sono questi i valori sani e puliti dello sport, della tua NAZIONE e che ci si aspetterebbe dal BOSS di una federazione. VERGOGNA! Ma certo il voto di un alleato vale più della dignità dell’uomo e del rispetto di tanti appassionati…