PATRICK MÜLLER E QUELLA MAGLIA DELLA JUVENTUS
A cura di Luca Mariotti Nesurini
PATRICK MÜLLER è stato forse un pioniere di quello che oggi viene definito difensore moderno. Con un fisico relativamente minuto, due piedi educati, senso della posizione, carisma da vendere e una visione di gioco fuori dalla norma, è stato uno dei centrali più puliti e affidabili della nostra storia.
Debutta col SERVETTE a 19 anni e con la NATI a 21. Nella sua seconda uscita con la nazionale segna il primo goal in rossocrociato, contro l’allora JUGOSLAVIA, che valse il definitivo 1-1 e la chiamata della JUVENTUS.
Nel giugno 1998 firma un quinquennale con la VECCHIA SIGNORA, diventando il primo svizzero a vestire bianconero. La JUVE però decide di mandarlo dapprima in prestito a maturare e irrobustirsi in quel di Zurigo, sponda GCZ. Le prestazioni sono superlative, ma non certo ai livelli di quella che un tempo era una corazzata. Così dopo due anni di tirocinio, viene acquistato definitivamente dal LIONE, dove diventerà capitano e bandiera del club.
In FRANCIA resterà per sei stagioni (otto se contiamo la parentesi finale e infruttuosa con il MONACO), con un intermezzo a MAIORCA e BASILEA. E forse fu proprio il passaggio in SPAGNA a decretarne l’inizio della fine. Nel pieno della carriera sceglie le Baleri, dove de facto si rivela un flop a tutti gli effetti. Dal rientro a casa e il seguente a LIONE non riuscirà più a ritrovare quelle sensazioni a cui era abituato.
Con l’EUROPEO casalingo del 2008 terminerà una carriera internazionale condita da 12 trofei in terra francese, un campionato svizzera e una maglia stampata della JUVENTUS. Sì, perché PATRICK MÜLLER passò da TORINO solo per la firma, non vide mai il campo, nemmeno d’allenamento…
PS: MÜLLER è la nostra penultima BANDIERA SVIZZERA IN TERRA STRANIERA. A chi spetterà l’onore dell’ultimo posto?
