A cura diLuca Mariotti Nesurini
Oggi usciamo un po’ dagli schemi, proponendovi un’intervista a una delle promesse del calcio ticinese: il giocatore classe 2007 del FC LUGANO CHRISTIAN RAFFA:
Perché abbiamo scelto proprio lui? In primis per le qualità: trequartista dai piedi buoni, visione di gioco periferica e grande abilità nel saltare l’uomo. Con dei guizzi calati improvvisamente dal cilindro è in grado di dare la svolta alla partita, illuminando di magia il reparto offensivo. Inoltre CHRISTIAN ci è direttamente vicino, in quanto legato visceralmente al nostro AS GNOSCA: nato e cresciuto calcando l’erba de LA CAPPELLETTA. Aveva infatti da poco imparato a camminare, che già lo si vedeva a bordocampo con il pallone tra i piedi a tifare il papà GIANLUCA…
1) Descrivi il tuo profilo dal punto di vista sportivo e umano: come ti presenteresti a un allenatore interessato alle tue prestazioni?
«Sono un ragazzo nato con il pallone tra i piedi grazie alla mia famiglia, più in particolare a mio papà, che mi ha trasmesso questa passione. Sono un ragazzo molto disponibile, che gli piace ciò che fa e che farebbe di tutto per raggiungere il proprio sogno: ascolto quello che ha da dire il mister e cerco di integrare al meglio i suoi consigli, perché so che possono far crescere me e la squadra».
2) Ci puoi spiegare cosa passa quotidianamente nella testa di un giovane calciatore quasi professionista? Come affronti questo cruciale passaggio e chi ti supporta per farlo?
«Migliorare a ogni allenamento, a ogni partita è il mio pensiero principale, per far sì che il mio sogno si avveri. Cerco di dare sempre il 100%: solo così posso migliorare. La mia testa attualmente è concentrata esclusivamente sul calcio».
3) Quali sacrifici sei disposto a fare pur di arrivare a questo traguardo? Quanto si può rinunciare per raggiungere il tuo sogno?
«Per raggiungere il mio sogno sarei disposto a tutto: ad esempio i miei amici mi chiedono sempre di uscire, ma io non esco quasi mai, perché dopo gli allenamenti mi riposo a casa per recuperare in vista dell’allenamento o della partita del giorno dopo. Questo però per me non è un sacrificio, ma un sogno, che so essere unico nella vita».
4) Sappiamo che in Promotion le U21 si vedono confrontate con squadre semi-professioniste. Come ti trovi a giocare contro gli adulti? Ritieni che ciò possa aiutarti nel tuo percorso di crescita?
«La Promotion League è un campionato molto difficile, con gente che arriva dalla Super o Challange League, quindi con molta più esperienza di noi. Io personalmente quest’anno mi sto trovando bene, sia con la squadra, che con il campionato [il debutto con la U21 è avvenuto la scorsa stagione, caratterizzato però da un importante infortunio nell’andata del campionato]. Giocare contro gli adulti mi aiuta molto per un futuro».
5) Dove ti vedi fra qualche anno?
«No so dire dove mi vedo, ma posso dire che darò il massimo per arrivare il più in alto possibile».
6) Al di là del calciatore, a quale professione ambisci e per quale stai studiando?
«Se non dovessi farcela mi piacerebbe comunque lavorare in questo settore, ad esempio come talent manager dei giovani o un direttore sportivo di una squadra professionistica».
Un aneddoto conclusivo: ricordo che anni fa, durante un allenamento, il padre mi disse: “ci è mancato tanto così per diventare qualcuno!” Speriamo che CHRISTIAN riesca a realizzare anche il sogno di GIANLUCA, sicuramente gli facciamo un grosso IN BOCCA AL LUPO
