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IL THUN E LA DESOLAZIONE DELLA SUPER LEAGUE

Era il 2006. Il FC THUN aveva clamorosamente centrato un secondo posto in campionato. Clamorosamente perchè era una squadra composta da signori NESSUNO: NELSON FERREIRA, ELDIN JAKUPOVIC, MAURO LUSTRINELLI, SELVER HODZIC, BENJAMIN LÜTHI, SILVAN AEGERTER. Ne conoscete qualcuno (Lustrinelli a parte, per chi è ticinese)? APPUNTO…

Eppure, ancor più clamorosamente, i bernesi si qualificarono per la CHAMPIONS LEAGUE. Mentre i CAMPIONI del BASILEA si fecero estromettere nel PLAY-OFF dal WERDER BREMA, gli sconosciuti biancorossi vinsero i loro turni preliminari con DYNAMO KIEV e MALMÖ, strappando per l’appunto quella storica qualificazione alla fase a gironi.

Perchè vi raccontiamo tutto questo? Perchè a 20 anni di distanza, la SITUAZIONE si è riproposta. Purtroppo però, il MONDO ed il CALCIO sono radicalmente cambiati. Alzi la mano chi fino all’anno scorso aveva sentito nominare ELMIN RASTODER, ETHAN MEICHTRY, LEONARDO BERTONE, KASTRIOT IMERI o MAURO LUSTRINELLI (e ci risiamo, ticinesi sempre esclusi). Sono tutti stati protagonisti di un’ impresa ancora più clamorosa. Hanno infatti addirittura VINTO il CAMPIONATO DI SUPER LEAGUE, partendo da NEO-PROMOSSI!

La differenza, però, è sostanziale, e riassume tutti i MALI ATTUALI DELLA SUPER LEAGUE. Se 20 anni fa i ragazzi dovettero illustrarsi con un’ottima campagna EUROPEA, prima di poter suscitare il parziale interesse di qualche società tutto sommato periferica (LOKOMOTIV MOSCA, SPARTA PRAGA, ZURIGO o LUCERNA 😱), oggi la situazione si è completamente ribaltata. Neanche il tempo di chiudere l’armadietto dello spogliatoio, che dei 5 PROTAGONISTI della corsa scudetto non è rimasto NESSUNO. Partito subito il tecnico LUSTRINELLI (UNION BERLINO), sono seguiti a breve distanza IMERI (YOUNG BOYS o forse UNION BERLINO), MEICHTRY (GENOA), RASTODER (PANATHINAIKOS) e, forse più clamorosamente di tutti gli altri, LEONARDO BERTONE (capitano 32enne per LUCERNA, corsi e ricorsi storici).

LA CHAMPIONS LEAGUE? Non è interessata a nessuno. Tanto sapevano che non si sarebbero mai e poi mai qualificati. Ed inoltre, anche se fosse successo, i guadagni sarebbero comunque stati nettamente inferiori a quelli che strapperanno nelle loro nuove destinazioni.

Cosa resta dunque della LEGGENDARIA CAVALCATA di una NEOPROMOSSA in testa alla classifica? NULLA. Il vero NULLA. Ma la colpa, a scanso di equivoci, non è certo del THUN. Sì, forse i biancorossi non avevano davvero un progetto di crescita pluriennale e pianificato. Ma la differenza con il calcio di 20 anni fa, o con quello che hanno potuto costruire i norvegesi all’ ombra dei fiordi di BODO, sta tutta nella difficile situazione della SUPER LEAGUE.

Tecnicamente e atleticamente interessante (tanto da essere in permanenza al centro dell’ interesse degli osservatori delle BIG 5), tanto quanto finanziariamente debole ed incapace di trattenere i suoi migliori prodotti.

E così, che ci si chiami BASILEA, o YOUNG BOYS, o THUN o SAN GALLO, la storia non cambia. Ogni anno bisogna ricominciare praticamente da capo, con tutto quello che ne consegue. Così è davvero difficile creare qualcosa di solido, forte, e che possa durare nel tempo. Non bastano i 100 MILIONI messi in campo da YB e BASILEA, avrebbero dovuto bastare i 16 del THUN? Non scherziamo…

La concorrenza calcistica è ENORME. I CAPITALI mossi dalle 5 TOP LEGHE EUROPEE immensi. Non ci resta che stare a guardare. Altro che “si poteva imparare qualcosa anche dal THUN”, come sosteneva qualcuno… C’è poco da imparare. Bisogna spendere…

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