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RIEN NE VA PLUS! L’UNDER-21 MANCA CLAMOROSAMENTE L’EURO ’25

A cura di Luca Mariotti Nesurini

E’ un periodo un po’ buio per il calcio elvetico: non solo per i club, dove manca la compagine faro (e di conseguenza in Europa si fa fatica, malgrado qualche discreto risultato colto), ma anche e soprattutto per le squadre nazionali.

E così, detto dei problemi della formazione maggiore, le difficoltà non mancano nemmeno nella U21.

Diciamo subito che forse solo nel 2011, quando i nostri baby 11 arrivarono in finale all’EURO con la Spagna – e in campo c’erano i vari SHAQIRI, XHAKA, MEHMEDI, SOMMER, GAVRANOVIC ed EMEGHARA, tanto per citarne alcuni -, abbiamo schierato una U21 così talentuosa. Citiamo qui SURDEZ, VILLIGER, LORETZ, AMENDA, HAJDARI, JASHARI, MATOSHI e SANCHES. Tutta gente di cui sentiremo sicuramente ancora parlare. Purtroppo, però, il TALENTO non basta, e le partite si devono vincere. Così, dopo una prima tornata tutto sommato tranquilla in testa al girone di qualificazione – girone peraltro decisamente alla portata -, gli svizzerini hanno iniziato a scricchiolare. Una prima volta in casa con l’Albania. Partita persa immeritatamente, va detto (con incluso il rigore sbagliato di Muci a tempo scaduto), e primato messo in discussione.

Sono stati poi i due scontri diretti a dare il KO finale: 1-1 con la Finlandia e 1-3 con la Romania. Terzo posto finale e bye bye Europeo! Peccato…

Anche qui a lasciare l’amaro in bocca non sono solo i risultati, bensì i modi con cui sono scaturiti:

1) Entrambi gli scontri diretti sono stati preparati male, anzi malissimo, dal CT, con continui cambi di modulo e formazione, sintomo di un certo caos nella testa dello stesso Stauch.

2) I nostri pezzi da novanta non hanno reso abbastanza: gente come SURDEZ, JASHARI e VILLIGER, che bazzicano regolarmente i terreni delle “serie A”, non hanno inciso.

3) La penuria offensiva della NATI è destinata a proseguire: VILLIGER, per l’appunto, FINK, e soprattutto MUCI, non sembrano pronti a portare e garantire reti ai “grandi” (5 reti in tre su 10 partite giocate sono davvero poche, troppo poche).

4) In campo sono scesi 11 giocatori e non una squadra: emblematico il pareggio con i finnici, dove gli elvetici sono stati schiacciati da una formazione compatta, ma di discrete capacità tecniche.

La sensazione è che sia necessario un grande scossone in ogni settore: dalla dirigenza, alla squadra. Manca competenza tra i professionisti, e competizione tra i giocatori. Tutti stanno bene, tutti sono sicuri, nessuno si mette in discussione, nessuno impatta gli eventi con un minino di pressione o di quello stress positivo – eustress -, fondamentale per affrontare le sfide a 100 all’ora…

Una grande occasione persa! PECCATO